Recensione – Il Tulipano Nero

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Il romanzo è ambientato nel periodo della famosa bolla dei tulipani nel territorio olandese del Seicento. Due fratelli De Wit sono famosi commercianti che si sono arricchiti nel commercio delle Indie e che sono anche uomini politici. Vengono accusati di tradimento nei confronti del principe di Guglielmo D’Orange e per questo incarcerati e condannati a morte. Poco prima di essere incarcerati uno dei due consegna un pacco al proprio figliastro Cornelius Van Briene, chiedendogli di non svelarne il contenuto. Siamo nel periodo in cui molti producevano i tulipani e l’associazione dei coltivatori di tulipani bandisce una gara con un premio di 100.000 fiorini per colui che riuscirà a produrre la specie di tulipano nero. Il Van Briele è un coltivatore di tulipani ed ha molto successo, accoglie la sfida ed inizia a sperimentare la coltivazione della specie di tulipano nero. Il suo vicino Boxtel è anche lui un coltivatore di tulipani e nutre forte invidia per il suo vicino. Inizia a spiarlo per catturare i segreti della coltivazione del tulipano nero ed un giorno nello spiare scopre la consegna del pacco. Credendo che il contenuto della scatola nascondesse qualche documento politico cospiratore nei confronti del principe d’Orange, denuncia il suo vicino alla polizia che subito si reca all’abitazione del Van Briene e lo conduce in carcere, lo stesso carcere dove era stato condotto il padre e giustiziato.

Il Van Briene si innamora di Rosa la figlia del suo carceriere, ed essendo ella analfabeta le insegna a leggere e scrivere. Le consegna un biglietto contenente le istruzioni per la coltivazione del tulipano nero. Un bel giorno la ragazza si reca in cella e gli porta la notizia che il tulipano nero è finalmente fiorito. Il vicino Boxtel si spaccia per uno spasimante della ragazza e si fa chiamare Jacob. Una sera riesce a sottrarre la chiave dell’abitazione di Van Briene al padre di Rosa e ad intrufolarsi nel giardino del vicino e ruba il tulipano nero. La ragazza si reca dal principe d’Orange per dichiarare che la scoperta del tulipano nero non è da attribuire al Boxtel ma al suo amante. Il giorno della premiazione coincide con la festa dei fiori e l’esecuzione di Van Briene. Durante la premiazione avviene il colpo di scena, il principe scagiona il Van Briene dalle accuse e lo dichiara vincitore del premio. Il Boxtel roso dall’invidia ed odio viene colto da colpo apoplettico e muore.

Questo libro mi ha appassionato molto per lo stile sobrio e la lettura leggera e scorrevole. Contiene in sé i tratti di un thriller con una buona suspense.  C’è l’intrigo e diciamo un caso di spionaggio industriale. Un sentimento di odio e rancore ed invidia da una parte del personaggio Boxtel che si scontra con la probità e lealtà del Van Briene. Alla fine la morale è che la giustizia ed onestà trionfa sull’accidia ed invidia.


Autore: Alexandre Dumas

Il tulipano nero. Ediz. integrale

Dettagli autore
Antonio Mercurio nato a Benevento il 10-04-1975 e residente in Torrecuso (BN) alla Via carlo Mastrocinque 10. Autore del blog e appassionato di lettura ed informatica. Scrive libri su software opensource disponibili su Amazon.
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